© 2019
Il Duca Andrea Bonito Pignatelli : il virtuoso ed irruento Capitan General de Canarias giunto nel 1741 dal Regno di Napoli e soprannominato “figlio del Vesuvio”. Non sono pochi i personaggi italiani di un certo rilievo che in qualche modo sono legati con un filo rosso alla storia e allo sviluppo dell’arcipelago canario, tra cui Lanzarotto Maloncello che per primo primo colonizzò le Canarie (da lui deriva il nome dell’isola di Lanzarote), Cristoforo Colombo per i suoi epici viaggi verso le Indie, senza tralasciare Leonardo Torriani per le prodigiose opere di ingegneria militare ordinate dall’imperatore Filippo II. La sovranità e la potenza del Regno di Spagna si espresse su queste nuove terre conquistate attraverso l’istituzione dei vari Adelantados, Cabildos, Regidores e Jueces de Audencia . Le continue incursioni dei corsari e pirati inglesi, francesi e olandesi costrinsero gli abitanti delle isole a riunire i maggiori poteri militari ed amministrativi nelle mani di una sola persona, il Capitan General nominato direttamente dalla corona spagnola. Nel 1589 il Generale Luis De La Cueva Y Benavides fu il primo nominato a ricoprire tale carica suprema stabilendo il palazzo della Capitanía General nella città di Las Palmas, sull'isola di Gran Canaria, ove rimase per oltre mezzo secolo. Nel 1656, senza aver ricevuto una licenza reale per cambiare sede, il Capitan General Alonso Dávila decise di trasferirsi a Tenerife. Nel 1661 sarà Jerónimo De Benavente, il primo Capitan General a ricevere davvero il permesso ufficiale per insediarsi " nell'isola che riteneva più conveniente ", stabilendosi nell'edificio noto come Casa de Los Capitanes a San Cristobal de La Laguna. Nel 1723 Lorenzo Fernández de Villavicencio, Marchese di Vallehermoso, volle trasferire la propria residenza ed il Comando Militare a Santa Cruz de Tenerife, dove fino ad oggi sarebbe rimasta la sede de la Capitanía General delle Isole Canarie. In questo periodo l’autorità dei Capitanes Generales, normalmente scelti tra la nobiltà locale, assumeva un ruolo assoluto e dispotico dovuto alla mancanza di divisione dei poteri amministrativi ed esecutivi lasciati nelle mani di un solo uomo che poteva pertanto influenzare direttamente la vita quotidiana degli abitanti attraverso tasse e balzelli sulle merci prodotte e trasportate o rilasciando autorizzazioni per i lavori di pubblica utilità. Questa situazione generò ovviamente un certo malcontento tra la popolazione che fece giungere le proprie rimostranze alla corte reale la quale decise di inviare nel 1741 un nuovo Capitan General, questa volta proveniente dai domini italiani del Regno di Napoli. Grazie alla presenza di illustri personaggi della propria famiglia presso la corona spagnola, Andrea Bonito-Pignatelli, Duca dell’Isola (Aversa) e Marchese di Bonito (Irpinia/Avellino), in qualità di Mariscal de Campo del reale esercito spagnolo fu nominato dall’imperatore Carlo III Capitan General delle Isole Canarie con l’ambizioso compito di liberare l’arcipelago dalla scorribande dei corsari e ristabilire l’autorevolezza delle pubbliche istituzioni gestite con troppa disinvoltura dalle famiglie notabili insediatesi nei territori di conquista. Nei quattro anni del suo mandato Don Andrea Bonito-Pignatelli si distinse non solo per la sua vasta competenza e professionalità in campo militare e amministrativo, ma ancor più per il suo carattere risolutivo ed irruento con cui non lasciava alternative alle proprie decisioni. Nel 1788 l’illustre canonico José Viera y Clavijo nella sua massima opera letteraria Noticias de la historia general de las Islas de Canaria ”, dedica ben quattro interi capitoli in cui ci riporta le vicissitudini di questo Capitan General giunto da un piccolo borgo del Regno di Napoli chiamato Bonito, da cui prese nome il suo casato. La sua azione di comando venne elogiata per aver organizzato le milizie locali e instaurato una disciplina militare tale da poter garantire il pieno controllo sulle acque e sulle isole dell’arcipelago infestato da continue incursioni di corsari e pirati. Trasferì la Real Aduana sul porto di Santa Cruz de Tenerife, visitò tutte le isole risolvendo di persona le vecchie dispute sorte tra i vari Regidores locali e l’amministrazione centrale. Nel 1743 scalò il Teide fino al cratere superiore del vulcano, cosa mai osata dai suoi predecessori. Aiutò la popolazione a superare le difficoltà sopraggiunte per delle gravi epidemie di polmonite e per la penuria di viveri e medicinali provocata dalla guerra in atto con la corona britannica, detta anche guerra dell'orecchio di Jenkins” . La speciale devozione verso la Madonna della Candelaria lo spinse a costruire un muro di protezione del Santuario e una imponente palizzata in legno marino con ampi portali che trasformarono la Cattedrale in un un’efficiente fortezza. Purtroppo nel 1789 una violenta tempesta distrusse buona parte della fortificazione, ma ancora oggi è visibile un’iscrizione in pietra a testimonianza della prima trasformazione. Il carattere del Duca Andrea Bonito Pignatelli veniva descritto come” violento ed impetuoso tipico di un capo che tratta le città, la nobiltà e le persone di più rilevanti circostanze con la medesima inciviltà e diffidenza tanto da guadagnarsi l’appellativo di hijo del Vesubio (figlio del Vesuvio) coniato ad arte dal Viera y Clavijo. La prudente distanza dimostrata nei rapporti con i responsabili della Giustizia e delle amministrazioni locali provocò non pochi reclami indirizzati a corte e firmati da esponenti delle famiglie più importanti di Tenerife che si lamentavano di come Don Andrea Bonito avesse ripetutamente leso i loro privilegi e diritti. Don Alonso Fonseca, noto Regidor de La Laguna e grande avversario del precedente Capitan General Marchese de Valhermoso, si convertì in una vittima eccellente dell’intransigenza di Don Andrea Bonito : Fonseca come sindaco de La Laguna gli si presentò per discutere diverse questioni e durante alcune contestazioni affermó apertamente che il Capitan General vulnerava i privilegi della Municipalità. Bonito Pignatelli all’udire la parola “vulnerare”, prendendola a pretesto della propria collera, si sfogò così animatamente contro il Fonseca, famoso per decennali e ripetuti scontri contro il precedente e dispotico Generale Vallehermoso, tanto che si ritirò dall’udienza senza fiato e morì la sera stessa. il Generale Bonito, venuto a conoscenza del suo decesso, esclamò: ”Ora Vallehermoso è vendicato”. Come tutti i potenti dell’epoca, anche Don Andrea Bonito non disdegnava regali in cambio di favori che lasciava gestire poi alla moglie Doña Francisca Ignacia de la Vega, la quale addirittura prometteva e assicurava le investiture locali di Colonnello delle Milizie. Nonostante la sua estraneità, cercò di influenzare gli interessi del fiorente commercio con le Indie, ma Don Domingo Miguel de la Guerra, giudice della Real Audencia, lo ostacolò non senza difficoltà. Nel giugno del 1744, al quinto anno di comando, Don Andrea Bonito Pignatelli fu promosso Ispettore Generale delle Regali Truppe del Regno di Napoli dove si trasferì con la consorte Dña. Francisca Ignacia de la Vega. Nel 1757, alla morte del Marchese, non essendoci eredi naturali, l’antico feudo di Bonito passò al Fisco che lo riassegnò ai Garofalo, altra famiglia nobile napoletana, estintasi anch’essa nel 1811. Successivamente Il governo dei Napoleonidi segnò l’abolizione della feudalità determinando il passaggio delle terre nelle mani di nuovi possessori. Oggi il Torrione del palazzo signorile dimora dalla famiglia Bonito-Pignatelli è stato acquisito dal Comune di Bonito che intende restaurarlo per un futuri utilizzo a favore dei propri concittadini.
II dipinto ritrovato e la fortunata relazione tra il Comune di Bonito (AV) ed il Santuario mariano della Candelaria di Tenerife. Bonito, piccolo comune in provincia di Avellino di ca. 2500 abitanti, e Candelaria, sono rimaste da secoli “gemellate”, magari senza neppure saperlo, grazie ad un ritratto mariano del noto pittore canario Josè Rodríguez de La Oliva ( 1695 1777), dipinto gelosamente custodito ed esposto con grande devozione nella chiesa madre della cittadina dell’Irpinia. Come descritto nella ricerca storica condotta da Don Carlo Graziano, dotto sacerdote di Bonito trasferitosi poi nel 1970 nella diocesi di New York, il quadro fu fatto recapitare nel lontano 1742 dal feudatario del luogo, Don Andrea Bonito Pignatelli Duca d’Isola e Marchese di Bonito, nominato dall’Imperatore Carlo III nel 1741 Capitan General de Canarias, ovvero la massima autorità militare ed amministrativa dell’arcipelago canario. Il quadro della chiesa bonitese ritrae fedelmente, quasi come una fotografia, la statua lignea della Vergine della Candelaria, patrona delle Isole Canarie che andò irrimediabilmente perduta nel 1826 per una spaventosa inondazione che colpì Tenerife. Infatti la statua attuale venne riprodotta l’anno successivo senza il supporto di una copia o disegno fedele all’originale. Infatti l’immagine che si conserva a Bonito fu dipinta nel 1742, quando la statua risultava ancora intatta. Questa particolarità ci offre un motivo ulteriore per considerare unico e di gran pregio il dipinto della Virgen de la Candelaria di Bonito, consolidando, a ragion veduta, gli antichi legami storico-religiosi tra le due località. L’artista J osè Rodríguez de La Oliva , noto come " El Moño " è considerato uno dei più rappresentativi pittori e scultori spagnoli dell'epoca barocca nelle Isole Canarie. La sua fama derivò dall’aver ritratto l’imperatore Carlos III, così come Amaro Rodríguez-Felipe y Tejera Machado, il corsaro dell’isola popolarmente conosciuto come Amaro Pargo, e Suor Maria de Jesús (chiamata la Siervita ”), quest’ultima immagine eseguita durante la miracolosa riesumazione ordinata dal corsaro Amaro Pargo ed avvenuta a tre anni dalla morte della religiosa il cui il corpo fu trovato intatto e incorrotto dal tempo. La ricerca di correlazioni tra il dipinto religioso conservato nella parrocchia di Bonito e la presenza del nobile bonitese al comando della Capitanìa General de Canarias ha consentito un’inaspettata scoperta sul lascito del pittore Rodríguez de La Oliva, all’epoca molto richiesto dagli esponenti delle famiglie notabili. In pratica due ritratti di Capitanes Generales eseguiti nello stesso periodo dal “El Moño” risultavano essere stati trasferiti per diritti ereditari dalla famiglia Ossuna y van der Heede alla collezione privata di Don Emilio Gutiérrez de Salamanca Salazar de Frías, sindaco de La Laguna nei tristi anni della Guerra Civile di Spagna. Da una citazione dal cattedratico Prof. Mateo Alonso del Castillo y Pérez (1847- 1931) risultava che gli stessi dipinti che ritraevano gli Excmi. Signori Marchese de Valhermoso e Don Andrés Bonito Pignatelli, Comandanti Generali de queste Isole nel 1892 furono esibiti nella esposizione di antiquariato tenutasi presso la sala capitolare della Cattedrale di Santa Cruz de Tenerife. Accertata l’esistenza di un ritratto di Don Andrea Bonito Pignatelli, rimaneva solo verificare se il quadro in questione, di cui si persero le tracce per un secolo e mezzo, fosse andato perduto o trasferito ad altri acquirenti. Il caso ha voluto che nell’autunno del 2018 la Concejalía de Patrimonio Histórico del Ayuntamiento de La Laguna e la Consejería de Turismo, Cultura y Deportes avesse organizzato nella Casa de Los Capitanes (Capitanía General fino al 1723 ) una mostra intitolata: Vecinos de la ciudad. Retratos en San Cristóbal de La Laguna (siglos XVI-XIX) e sul catalogo online apparisse uno dei due dipinti del Rodríguez de La Oliva, quello raffigurante il Capitan General e Marchese de Vallehermoso. Finalmente si aveva una traccia affidabile da cui poter continuare la ricerca del secondo ritratto mancante, che verosimilmente poteva essere acquisito assieme al primo. La Sezione UNUCI Is. Canarie / Spagna poteva quindi porsi in contatto con l’organizzatore dell’esposizione lagunera e seguendo le indicazioni che man mano venivano segnalate dai diversi enti interessati , nel febbraio del 2022, si riceveva la conferma dalla Conservatoria del Museo de Historia y Antropologia ( Casa Lercaro ) de La Laguna che dai loro inventari risultava un dipinto Andrés Bonito Pignatelli. Duque de Bonito, Comandante General de Canarias - Pintado en 1741 por José Rodríguez de la Oliva accantonato presso i loro depositi. Infatti dal loro archivio risultava che il MHA acquistó il quadro nel 2005 da Ana Gutiérrez de Salamanca Ossuna, figlia del predetto Emilio Gutiérrez de Salamanca Salazar de Frías, il quale raccolse moltissime opere d’arte e manoscritti provenienti da una vasta e ricca collezione privata ereditata dalla moglie Guillermina Ossuna Ascanio. Dopo aver richiesto ed ottenuto i necessari permessi, La Direzione del Museo de Historia y Antropologia autorizzava il recupero dai magazzini museali e l’esposizione temporanea del quadro in questione che, con orgoglio e soddisfazione, il giorno 19 aprile 2022 veniva presentato ufficialmente al presidente della Sezione spagnola dell’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia) S.Ten.CC. (ris) Giuseppe Coviello, promotore della indagine storica. La piccola delegazione UNUCI, ricevuta dalla Vicedirettrice Dott.sa Carmen Dolores Chinea Brito e dal Conservatore del Museo Dott. Jesús Roberto Duque Arimany, eseguiva in loco dei rilievi fotografici del quadro prima che venisse riportato nei locali del Deposito Museale per la dovuta tutela e conservazione, senza la quale non si sarebbe potuto ammirare oggi questa opera d’arte del ‘700 e testimonianza dello stretto legame storico e sociale tra l’Italia ed il Regno di Spagna. Il dipinto, che misura cm 60x90, si trova in buono stato di conservazione ed è intelaiato sulla cornice dorata originale. Il ritratto del Capitan Generale Don Andrea Bonito Pignatelli è molto dettagliato e mostra la testa ben modellata ed il volto dalla carnagione scura. La giacca riporta delle belle tonalità rosse mentre i bianchi virano all’azzurro per l’invecchiamento dei colori. Don Andrea sostiene il bastone di comando con la mano sinistra e il viso ha un’espressione bonaria e nonostante quest’impressione si legge sul cartiglio in alto a sinistra: “(trad.) Don Bonito Pignateli della Casa dei Duchi di Isola, Maresciallo di Campo dei reali Eserciti e Comandante Generale di queste Isole. Giunse al Porto di Santa Cruz nel 17 febbraio del 1741. Mostrò talenti militari. Al suo tempo iniziarono queste Milizie a usare uniformi. Visitò le Isole; salì sul Teide : Fu violento, impetuoso e libero. Uccise con le parole Don Alonso de Fonseca. Tentò di influenzare Tribunale delle Indie, e gli resistette Don Domingo de la Guerra, Nel Giugno 1744 giunse a succedergli Don Josef Masones de Lima. Partì per Napoli, sua patria, dove fu Duca di Bonito. Ritratto da D. Josef Rodríguez de la Oliva ”. Rodríguez de La Oliva possedeva un fortissimo senso della realtà che dipingeva con estrema esattezza. Lo storico Lope Antonio de la Guerra (1738–1824) racconta che Dña. Francisca de la Vega, moglie del Generale Bonito Pignatelli, fu ritratta da Rodríguez de La Oliva, ma la signora non rimase soddisfatta del dipinto in quanto l’artista non abbellì il volto della dama, anzi lo ritrasse accuratamente all’originale che, per la verità, non doveva essere beneficiaria della bellezza che la natura potesse offrire. La signora, al vedersi dipinta priva del fascino femminile, con una certa indignazione affermò: Don José Rodríguez de la Oliva non ha rivali per ritrarre gli uomini, però non ha nessuna grazia per dipingere le donne ”...così per la mancanza di bellezza si consolava Dña. Francisca de la Vega e quel quadro andò irrimediabilmente perduto, se non distrutto dalle stesse mani della gentildonna così fedelmente riprodotta sulla tela! Si ringrazia per la preziosa collaborazione il Museo Historia y Antropología di La Laguna, il Museo Histórico Militar de Canarias di S/C de Tenerife, La Capitanía General de Canarias di S/C de Tenerife, La Curia Vescovile- Ufficio Beni Ecclesiastici di Ariano Irpino (AV), Don Aldo della Parrocchia di Bonito (AV). Uso delle fotografie del ritratto di D. Andrea Bonito Pignatelli cortesemente autorizzate dal MHA CASA LERCARO- ORGANISMO AUTÓNOMO DE MUSEOS Y CENTROS DEL EXCMO. CABILDO DE TENERIFE – che mantiene riservati tutti i diritti di immagine. Articoli del S.Ten. Pil. CC cpl (r) Giuseppe Coviello Presidente della Sezione UNUCI all’Estero per Isole Canarie / Spagna
© 2019
Il Duca Andrea Bonito Pignatelli : il virtuoso ed irruento Capitan General de Canarias giunto nel 1741 dal Regno di Napoli e soprannominato “figlio del Vesuvio”. Non sono pochi i personaggi italiani di un certo rilievo che in qualche modo sono legati con un filo rosso alla storia e allo sviluppo dell’arcipelago canario, tra cui Lanzarotto Maloncello che per primo primo colonizzò le Canarie (da lui deriva il nome dell’isola di Lanzarote), Cristoforo Colombo per i suoi epici viaggi verso le Indie, senza tralasciare Leonardo Torriani per le prodigiose opere di ingegneria militare ordinate dall’imperatore Filippo II. La sovranità e la potenza del Regno di Spagna si espresse su queste nuove terre conquistate attraverso l’istituzione dei vari Adelantados, Cabildos, Regidores e Jueces de Audencia . Le continue incursioni dei corsari e pirati inglesi, francesi e olandesi costrinsero gli abitanti delle isole a riunire i maggiori poteri militari ed amministrativi nelle mani di una sola persona, il Capitan General nominato direttamente dalla corona spagnola. Nel 1589 il Generale Luis De La Cueva Y Benavides fu il primo nominato a ricoprire tale carica suprema stabilendo il palazzo della Capitanía General nella città di Las Palmas, sull'isola di Gran Canaria, ove rimase per oltre mezzo secolo. Nel 1656, senza aver ricevuto una licenza reale per cambiare sede, il Capitan General Alonso Dávila decise di trasferirsi a Tenerife. Nel 1661 sarà Jerónimo De Benavente, il primo Capitan General a ricevere davvero il permesso ufficiale per insediarsi " nell'isola che riteneva più conveniente ", stabilendosi nell'edificio noto come Casa de Los Capitanes a San Cristobal de La Laguna. Nel 1723 Lorenzo Fernández de Villavicencio, Marchese di Vallehermoso, volle trasferire la propria residenza ed il Comando Militare a Santa Cruz de Tenerife, dove fino ad oggi sarebbe rimasta la sede de la Capitanía General delle Isole Canarie. In questo periodo l’autorità dei Capitanes Generales, normalmente scelti tra la nobiltà locale, assumeva un ruolo assoluto e dispotico dovuto alla mancanza di divisione dei poteri amministrativi ed esecutivi lasciati nelle mani di un solo uomo che poteva pertanto influenzare direttamente la vita quotidiana degli abitanti attraverso tasse e balzelli sulle merci prodotte e trasportate o rilasciando autorizzazioni per i lavori di pubblica utilità. Questa situazione generò ovviamente un certo malcontento tra la popolazione che fece giungere le proprie rimostranze alla corte reale la quale decise di inviare nel 1741 un nuovo Capitan General, questa volta proveniente dai domini italiani del Regno di Napoli. Grazie alla presenza di illustri personaggi della propria famiglia presso la corona spagnola, Andrea Bonito-Pignatelli, Duca dell’Isola (Aversa) e Marchese di Bonito (Irpinia/Avellino), in qualità di Mariscal de Campo del reale esercito spagnolo fu nominato dall’imperatore Carlo III Capitan General delle Isole Canarie con l’ambizioso compito di liberare l’arcipelago dalla scorribande dei corsari e ristabilire l’autorevolezza delle pubbliche istituzioni gestite con troppa disinvoltura dalle famiglie notabili insediatesi nei territori di conquista. Nei quattro anni del suo mandato Don Andrea Bonito-Pignatelli si distinse non solo per la sua vasta competenza e professionalità in campo militare e amministrativo, ma ancor più per il suo carattere risolutivo ed irruento con cui non lasciava alternative alle proprie decisioni. Nel 1788 l’illustre canonico José Viera y Clavijo nella sua massima opera letteraria Noticias de la historia general de las Islas de Canaria ”, dedica ben quattro interi capitoli in cui ci riporta le vicissitudini di questo Capitan General giunto da un piccolo borgo del Regno di Napoli chiamato Bonito, da cui prese nome il suo casato. La sua azione di comando venne elogiata per aver organizzato le milizie locali e instaurato una disciplina militare tale da poter garantire il pieno controllo sulle acque e sulle isole dell’arcipelago infestato da continue incursioni di corsari e pirati. Trasferì la Real Aduana sul porto di Santa Cruz de Tenerife, visitò tutte le isole risolvendo di persona le vecchie dispute sorte tra i vari Regidores locali e l’amministrazione centrale. Nel 1743 scalò il Teide fino al cratere superiore del vulcano, cosa mai osata dai suoi predecessori. Aiutò la popolazione a superare le difficoltà sopraggiunte per delle gravi epidemie di polmonite e per la penuria di viveri e medicinali provocata dalla guerra in atto con la corona britannica, detta anche guerra dell'orecchio di Jenkins” . La speciale devozione verso la Madonna della Candelaria lo spinse a costruire un muro di protezione del Santuario e una imponente palizzata in legno marino con ampi portali che trasformarono la Cattedrale in un un’efficiente fortezza. Purtroppo nel 1789 una violenta tempesta distrusse buona parte della fortificazione, ma ancora oggi è visibile un’iscrizione in pietra a testimonianza della prima trasformazione. Il carattere del Duca Andrea Bonito Pignatelli veniva descritto come” violento ed impetuoso tipico di un capo che tratta le città, la nobiltà e le persone di più rilevanti circostanze con la medesima inciviltà e diffidenza tanto da guadagnarsi l’appellativo di hijo del Vesubio (figlio del Vesuvio) coniato ad arte dal Viera y Clavijo. La prudente distanza dimostrata nei rapporti con i responsabili della Giustizia e delle amministrazioni locali provocò non pochi reclami indirizzati a corte e firmati da esponenti delle famiglie più importanti di Tenerife che si lamentavano di come Don Andrea Bonito avesse ripetutamente leso i loro privilegi e diritti. Don Alonso Fonseca, noto Regidor de La Laguna e grande avversario del precedente Capitan General Marchese de Valhermoso, si convertì in una vittima eccellente dell’intransigenza di Don Andrea Bonito : Fonseca come sindaco de La Laguna gli si presentò per discutere diverse questioni e durante alcune contestazioni affermó apertamente che il Capitan General vulnerava i privilegi della Municipalità. Bonito Pignatelli all’udire la parola “vulnerare”, prendendola a pretesto della propria collera, si sfogò così animatamente contro il Fonseca, famoso per decennali e ripetuti scontri contro il precedente e dispotico Generale Vallehermoso, tanto che si ritirò dall’udienza senza fiato e morì la sera stessa. il Generale Bonito, venuto a conoscenza del suo decesso, esclamò: ”Ora Vallehermoso è vendicato”. Come tutti i potenti dell’epoca, anche Don Andrea Bonito non disdegnava regali in cambio di favori che lasciava gestire poi alla moglie Doña Francisca Ignacia de la Vega, la quale addirittura prometteva e assicurava le investiture locali di Colonnello delle Milizie. Nonostante la sua estraneità, cercò di influenzare gli interessi del fiorente commercio con le Indie, ma Don Domingo Miguel de la Guerra, giudice della Real Audencia, lo ostacolò non senza difficoltà. Nel giugno del 1744, al quinto anno di comando, Don Andrea Bonito Pignatelli fu promosso Ispettore Generale delle Regali Truppe del Regno di Napoli dove si trasferì con la consorte Dña. Francisca Ignacia de la Vega. Nel 1757, alla morte del Marchese, non essendoci eredi naturali, l’antico feudo di Bonito passò al Fisco che lo riassegnò ai Garofalo, altra famiglia nobile napoletana, estintasi anch’essa nel 1811. Successivamente Il governo dei Napoleonidi segnò l’abolizione della feudalità determinando il passaggio delle terre nelle mani di nuovi possessori. Oggi il Torrione del palazzo signorile dimora dalla famiglia Bonito-Pignatelli è stato acquisito dal Comune di Bonito che intende restaurarlo per un futuri utilizzo a favore dei propri concittadini.
II dipinto ritrovato e la fortunata relazione tra il Comune di Bonito (AV) ed il Santuario mariano della Candelaria di Tenerife. Bonito, piccolo comune in provincia di Avellino di ca. 2500 abitanti, e Candelaria, sono rimaste da secoli “gemellate”, magari senza neppure saperlo, grazie ad un ritratto mariano del noto pittore canario Josè Rodríguez de La Oliva ( 1695 1777), dipinto gelosamente custodito ed esposto con grande devozione nella chiesa madre della cittadina dell’Irpinia. Come descritto nella ricerca storica condotta da Don Carlo Graziano, dotto sacerdote di Bonito trasferitosi poi nel 1970 nella diocesi di New York, il quadro fu fatto recapitare nel lontano 1742 dal feudatario del luogo, Don Andrea Bonito Pignatelli Duca d’Isola e Marchese di Bonito, n o m i n a t o dall’Imperatore Carlo III nel 1741 Capitan General de Canarias, ovvero la massima autorità militare ed a m m i n i s t r a t i v a dell’arcipelago canario. Il quadro della chiesa bonitese ritrae fedelmente, quasi come una fotografia, la statua lignea della Vergine della Candelaria, patrona delle Isole Canarie che andò irrimediabilmente perduta nel 1826 per una spaventosa inondazione che colpì Tenerife. Infatti la statua attuale venne riprodotta l’anno successivo senza il supporto di una copia o disegno fedele all’originale. Infatti l’immagine che si conserva a Bonito fu dipinta nel 1742, quando la statua risultava ancora intatta. Questa particolarità ci offre un motivo ulteriore per considerare unico e di gran pregio il dipinto della Virgen de la Candelaria di Bonito, consolidando, a ragion veduta, gli antichi legami storico-religiosi tra le due località. L’artista J osè Rodríguez de La Oliva , noto come " El Moño " è considerato uno dei più rappresentativi pittori e scultori spagnoli dell'epoca barocca nelle Isole Canarie. La sua fama derivò dall’aver ritratto l’imperatore Carlos III, così come Amaro Rodríguez-Felipe y Tejera Machado, il corsaro dell’isola popolarmente conosciuto come Amaro Pargo, e Suor Maria de Jesús (chiamata la Siervita ”), quest’ultima immagine eseguita durante la miracolosa riesumazione ordinata dal corsaro Amaro Pargo ed avvenuta a tre anni dalla morte della religiosa il cui il corpo fu trovato intatto e incorrotto dal tempo. La ricerca di correlazioni tra il dipinto religioso conservato nella parrocchia di Bonito e la presenza del nobile bonitese al comando della Capitanìa General de Canarias ha consentito un’inaspettata scoperta sul lascito del pittore Rodríguez de La Oliva, all’epoca molto richiesto dagli esponenti delle famiglie notabili. In pratica due ritratti di Capitanes Generales eseguiti nello stesso periodo dal “El Moño” risultavano essere stati trasferiti per diritti ereditari dalla famiglia Ossuna y van der Heede alla collezione privata di Don Emilio Gutiérrez de Salamanca Salazar de Frías, sindaco de La Laguna nei tristi anni della Guerra Civile di Spagna. Da una citazione dal cattedratico Prof. Mateo Alonso del Castillo y Pérez (1847- 1931) risultava che gli stessi dipinti che ritraevano gli Excmi. Signori Marchese de Valhermoso e Don Andrés Bonito Pignatelli, Comandanti Generali de queste Isole nel 1892 furono esibiti nella esposizione di antiquariato tenutasi presso la sala capitolare della Cattedrale di Santa Cruz de Tenerife. Accertata l’esistenza di un ritratto di Don Andrea Bonito Pignatelli, rimaneva solo verificare se il quadro in questione, di cui si persero le tracce per un secolo e mezzo, fosse andato perduto o trasferito ad altri acquirenti. Il caso ha voluto che nell’autunno del 2018 la Concejalía de Patrimonio Histórico del Ayuntamiento de La Laguna e la Consejería de Turismo, Cultura y Deportes avesse organizzato nella Casa de Los Capitanes (Capitanía General fino al 1723 ) una mostra intitolata: Vecinos de la ciudad. Retratos en San Cristóbal de La Laguna (siglos XVI-XIX) e sul catalogo online apparisse uno dei due dipinti del Rodríguez de La Oliva, quello raffigurante il Capitan General e Marchese de Vallehermoso. Finalmente si aveva una traccia affidabile da cui poter continuare la ricerca del secondo ritratto mancante, che verosimilmente poteva essere acquisito assieme al primo. La Sezione UNUCI Is. Canarie / Spagna poteva quindi porsi in contatto con l’organizzatore dell’esposizione lagunera e seguendo le indicazioni che man mano venivano segnalate dai diversi enti interessati , nel febbraio del 2022, si riceveva la conferma dalla Conservatoria del Museo de Historia y Antropologia ( Casa Lercaro ) de La Laguna che dai loro inventari risultava un dipinto Andrés Bonito Pignatelli. Duque de Bonito, Comandante General de Canarias - Pintado en 1741 por José Rodríguez de la Oliva accantonato presso i loro depositi. Infatti dal loro archivio risultava che il MHA acquistó il quadro nel 2005 da Ana Gutiérrez de Salamanca Ossuna, figlia del predetto Emilio Gutiérrez de Salamanca Salazar de Frías, il quale raccolse moltissime opere d’arte e manoscritti provenienti da una vasta e ricca collezione privata ereditata dalla moglie Guillermina Ossuna Ascanio. Dopo aver richiesto ed ottenuto i necessari permessi, La Direzione del Museo de Historia y Antropologia autorizzava il recupero dai magazzini museali e l’esposizione temporanea del quadro in questione che, con orgoglio e soddisfazione, il giorno 19 aprile 2022 veniva presentato ufficialmente al presidente della Sezione spagnola dell’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia) S.Ten.CC. (ris) Giuseppe Coviello, promotore della indagine storica. La piccola delegazione UNUCI, ricevuta dalla Vicedirettrice Dott.sa Carmen Dolores Chinea Brito e dal Conservatore del Museo Dott. Jesús Roberto Duque Arimany, eseguiva in loco dei rilievi fotografici del quadro prima che venisse riportato nei locali del Deposito Museale per la dovuta tutela e conservazione, senza la quale non si sarebbe potuto ammirare oggi questa opera d’arte del ‘700 e testimonianza dello stretto legame storico e sociale tra l’Italia ed il Regno di Spagna. Il dipinto, che misura cm 60x90, si trova in buono stato di conservazione ed è intelaiato sulla cornice dorata originale. Il ritratto del Capitan Generale Don Andrea Bonito Pignatelli è molto dettagliato e mostra la testa ben modellata ed il volto dalla carnagione scura. La giacca riporta delle belle tonalità rosse mentre i bianchi virano all’azzurro per l’invecchiamento dei colori. Don Andrea sostiene il bastone di comando con la mano sinistra e il viso ha un’espressione bonaria e n o n o s t a n t e quest’impressione si legge sul cartiglio in alto a sinistra: “(trad.) Don Bonito Pignateli della Casa dei Duchi di Isola, Maresciallo di Campo dei reali Eserciti e Comandante Generale di queste Isole. Giunse al Porto di Santa Cruz nel 17 febbraio del 1741. Mostrò talenti militari. Al suo tempo iniziarono queste Milizie a usare uniformi. Visitò le Isole; salì sul Teide : Fu violento, impetuoso e libero. Uccise con le parole Don Alonso de Fonseca. Tentò di influenzare Tribunale delle Indie, e gli resistette Don Domingo de la Guerra, Nel Giugno 1744 giunse a succedergli Don Josef Masones de Lima. Partì per Napoli, sua patria, dove fu Duca di Bonito. Ritratto da D. Josef Rodríguez de la Oliva ”. Rodríguez de La Oliva possedeva un fortissimo senso della realtà che dipingeva con estrema esattezza. Lo storico Lope Antonio de la Guerra (1738–1824) racconta che Dña. Francisca de la Vega, moglie del Generale Bonito Pignatelli, fu ritratta da Rodríguez de La Oliva, ma la signora non rimase soddisfatta del dipinto in quanto l’artista non abbellì il volto della dama, anzi lo ritrasse accuratamente all’originale che, per la verità, non doveva essere beneficiaria della bellezza che la natura potesse offrire. La signora, al vedersi dipinta priva del fascino femminile, con una certa indignazione affermò: Don José Rodríguez de la Oliva non ha rivali per ritrarre gli uomini, però non ha nessuna grazia per dipingere le donne ”...così per la mancanza di bellezza si consolava Dña. Francisca de la Vega e quel quadro andò irrimediabilmente perduto, se non distrutto dalle stesse mani della gentildonna così fedelmente riprodotta sulla tela! Si ringrazia per la preziosa collaborazione il Museo Historia y Antropología di La Laguna, il Museo Histórico Militar de Canarias di S/C de Tenerife, La Capitanía General de Canarias di S/C de Tenerife, La Curia Vescovile- Ufficio Beni Ecclesiastici di Ariano Irpino (AV), Don Aldo della Parrocchia di Bonito (AV). Uso delle fotografie del ritratto di D. Andrea Bonito Pignatelli cortesemente autorizzate dal MHA CASA LERCARO- ORGANISMO AUTÓNOMO DE MUSEOS Y CENTROS DEL EXCMO. CABILDO DE TENERIFE – che mantiene riservati tutti i diritti di immagine. Articoli del S.Ten. Pil. CC cpl (r) Giuseppe Coviello Presidente della Sezione UNUCI all’Estero per Isole Canarie / Spagna

UNUCI

Sezione all’ Estero ISOLE CANARIE / SPAGNA « MAVM Tranquillo Bianchi »